Impatriati, ok a nuovo regime con smart working per datore estero

Il nuovo regime agevolativo per lavoratori impatriati si applica anche in presenza di continuità del rapporto di lavoro con un datore estero e attività svolta in modalità smart working. È quanto ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 82/2026. Nel documento di prassi, l’Amministrazione finanziaria precisa che la prosecuzione del rapporto con lo stesso datore di lavoro non preclude l’accesso al regime, purché siano rispettati i requisiti previsti dall’articolo 5 del D.Lgs n. 209/2023. In particolare, rileva che l’attività lavorativa sia prestata prevalentemente nel territorio dello Stato e che il lavoratore trasferisca la residenza fiscale in Italia.
Nel caso esaminato, relativo a un contribuente residente all’estero da oltre 30 anni, l’agevolazione risulta applicabile a decorrere dal periodo d’imposta 2026, anche in presenza di lavoro da remoto per un’impresa estera non operante in Italia. Confermata, inoltre, la possibilità di beneficiare della maggiore agevolazione prevista in presenza di figli minori. In tali ipotesi i redditi prodotti in Italia concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura ridotta del 40%, a condizione che i figli siano fiscalmente residenti nel territorio dello Stato durante il periodo di fruizione. Resta ferma – conclude l’Agenzia – la necessità di verificare in concreto la sussistenza dei requisiti normativi richiesti per l’accesso al regime.
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