Una bussola per orientarsi tra i sistemi retributivi Ue

Una bussola per orientarsi tra i sistemi retributivi Ue

Una bussola per navigare tra le retribuzioni dei diversi Paesi europei e avere punti di riferimento che vadano oltre la sola paga mensile. È il risultato dell’analisi contenuta nel nuovo approfondimento della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, dal titolo"Analisi retributiva: disciplina italiana a confronto con altri Stati comunitari”, dedicata quest’anno a Grecia, Irlanda e Olanda, dopo la panoramica su Francia, Germania, Spagna, Romania e Svezia,contenuta nell’edizione 2025. Dall’approfondimento emerge che guardare al solo cedolino mensile può portare a sottostimare molti elementi presenti nel sistema italiano, in grado di influenzare sensibilmente il risultato finale: dalle mensilità aggiuntive al Trattamento di fine rapporto, fino alle tutele per malattia e maternità. Considerazioni quanto mai attuali, anche alla luce degli ultimi dati Istat relativi a quanti lasciano il Paese per trasferirsi all’estero e a quanti, invece, decidono di rientrare. Gli espatri sono diminuiti dagli oltre 140 mila del 2024 ai 109 mila del 2025, mentre i rientri si sono mantenuti sopra quota 50 mila nel biennio. In questo quadro, dall’analisi emerge la solidità del modello italiano, fondato sulla centralità della contrattazione collettiva e su un sistema di protezioni e tutele generalmente più articolato rispetto agli ordinamenti basati prevalentemente sul salario minimo legale. 

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