Adempimento collaborativo: i chiarimenti delle Entrate

Nuove indicazioni sul regime di adempimento collaborativo. Con la circolare n. 6/E del 6 agosto scorso, l’Agenzia delle Entrate illustra il quadro delineato dalla riforma fiscale e risponde ai principali dubbi applicativi emersi nel confronto con imprese, professionisti, associazioni di categoria e Ordini professionali. Il documento si articola in una parte generale, dedicata all’inquadramento sistematico dell’istituto, e in una parte speciale strutturata secondo lo schema domanda-risposta, con chiarimenti operativi sui requisiti di accesso, sulla certificazione del sistema di controllo del rischio fiscale, sul codice di condotta, sugli effetti premiali e sulle modalità di fuoriuscita dal regime. La circolare ricorda che tra le principali novità dell'istituto figura il progressivo ampliamento della platea dei soggetti ammessi. Dal 2026 possono accedere al regime le imprese con un volume d’affari o di ricavi non inferiore a 500 milioni di euro; la soglia scenderà a 100 milioni dal 2028. L’ingresso è consentito anche alle società appartenenti a gruppi nei quali almeno un’impresa possieda i requisiti dimensionali, a condizione che sia adottato un sistema integrato di controllo del rischio fiscale. Elemento centrale è il Tax Control Framework, ossia l’insieme di procedure, ruoli e controlli con cui l’impresa individua, gestisce e monitora i rischi fiscali. La riforma ne rafforza la certificazione e la standardizzazione. Tra i benefici figurano, nei casi previsti, l’esclusione delle sanzioni sui rischi comunicati preventivamente, la riduzione dei termini di accertamento e nuove forme di contraddittorio con l’Agenzia. La circolare chiarisce inoltre le procedure di ravvedimento e le regole per l’eventuale fuoriuscita dal regime.
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