CIGS: richiesta rioccupazione almeno al 70% senza prospettive di continuità

CIGS: richiesta rioccupazione almeno al 70% senza prospettive di continuità

Dovranno presentare un piano che preveda un riassorbimento occupazionale di almeno il 70% degli esuberi dichiarati le aziende cessate o in via di cessazione - senza prospettive di continuità aziendale - che intendano richiedere le misure di CIGS, previste dalla Legge di Bilancio 2026. Lo ha sottolineato il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la circolare 5/2026, che fornisce i chiarimenti in merito alle misure previste al comma 172 dell’articolo 1 della Legge n. 199/2025.

Nel documento si ricorda che è possibile richiedere questa misura di sostegno al reddito - per massimi sei mesi - sia per quelle aziende per le quali si prevedano “concrete e attuali prospettive di rapida cessione” sia per quelle per le quali, pur in assenza di tali prospettive, sia possibile intravedere un “significativo riassorbimento occupazionale”, indipendentemente dalla continuità dall’attività aziendale.

In questo caso, diversamente che da quello di aziende con prospettive concrete di cessione, si richiede appunto un riferimento alla dimensione del recupero occupazionale previsto. Pertanto, “l’azienda dovrà presentare un piano che preveda ipotesi di recupero dei lavoratori, nella misura del 70% degli esuberi dichiarati, anche attraverso un articolato programma di politiche attive predisposto dalle Regioni interessate, coordinato con le esigenze del territorio ovvero offerte di incentivi all’esodo, prospettazione di percorsi formativi, corsi professionalizzanti e ogni azione che possa agevolare l’occupabilità dei lavoratori in esubero”, si legge nella circolare.

 

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