Lettere di compliance ISAC: cosa fare?

Lettere di compliance ISAC: cosa fare?

Sono partite nei giorni scorsi le prime lettere dell’Inps relative agli ISAC, gli Indici sintetici di affidabilità contributiva, per le aziende del commercio all’ingrosso alimentare e per le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere. Tuttavia, non è obbligatorio rispondere a queste comunicazioni, anche in caso di scostamenti segnalati, e non sono previste sanzioni per mancata risposta. Questi e altri chiarimenti sono contenuti nell’approfondimento della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro: “Lettere di compliance sugli ISAC: cosa fare?”, nel quale si analizza la circolare Inps 26/2026, emanata lo scorso 6 marzo a seguito della pubblicazione del decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dell’Economia, che ha approvato gli ISAC per i primi due settori interessati. 

Nella circolare si ricorda che le lettere saranno inviate, entro fine mese, a tutte le aziende che rientrano nei comparti individuati: sia quelle per le quali siano riscontrati scostamenti, sia quelle per le quali non sono state individuate incongruenze. In entrambi i casi, comunque, non è obbligatoria una risposta. Le lettere sono intese come uno strumento di compliance, per consentire alle aziende di verificare la correttezza dei dati. La comunicazione dell’Inps sugli ISAC, infatti, “Non ha la natura giuridica di un atto di accertamento, né determina, di per sé, alcuna irregolarità nei confronti del datore di lavoro”, si legge nella circolare.

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