Impatriati: detassazione al 90% solo se si resta al Sud

Impatriati: detassazione al 90% solo se si resta al Sud

La detassazione al 90% per i lavoratori impatriati entro il 2023, che hanno scelto di trasferirsi dall'estero al il Sud Italia, è valida solo se si mantiene la residenza in una delle regioni meridionali per tutto il periodo di fruizione della stessa. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 76  dell’11 marzo scorso, nella quale ha precisato che: “Ai sensi dell’art. 16 del D.Lgs. n. 147/2015, il successivo trasferimento della residenza in un’altra regione, diversa da quelle richiamate dalla norma, preclude la possibilità di applicare la detassazione dei redditi agevolabili nella misura del 90 per cento fin dal periodo d'imposta di trasferimento in Italia”. In questi casi l’agevolazione non viene azzerata ma sarà possibile applicare il regime ordinario previsto per i lavoratori impatriati, con imponibilità del reddito al 30%.

Il chiarimento dell’Amministrazione finanziaria arriva in relazione al caso di un contribuente iscritto all’Aire che, dopo aver trasferito la residenza fiscale in Italia nel 2023, e fruito del regime rafforzato in quanto residente in Puglia, ha successivamente spostato la propria residenza anagrafica nel Lazio. Avendo perso il diritto all’imponibilità del 10% per via del trasferimento in una regione diversa da quelle individuate dal D.Lgs. 147/2025, le Entrate sottolineano che il contribuente dovrà presentare una dichiarazione integrativa e versare la maggiore imposta dovuta per gli anni in cui ha goduto della detassazione al 90%, con i relativi interessi e le eventuali sanzioni ridotte in caso di ravvedimento operoso.

 

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