Forfettario: non si esce dal regime per compensi percepiti per errore

Forfettario: non si esce dal regime per compensi percepiti per errore

L’Agenzia delle Entrate aggiusta il tiro sul tema dei compensi percepiti per errore e sul loro possibile effetto sull’uscita dal regime forfetario. Con la risposta a interpello n. 68/2026 l’Amministrazione Finanziaria ha infatti rettificato la risposta a interpello 26/2026 e chiarito che, se il superamento della soglia degli 85.000 euro deriva esclusivamente da somme non dovute e poi restituite, il contribuente non perde il regime agevolato.

Il caso riguarda una professionista che nel 2024 applicava appunto il regime forfettario. A causa di un errore amministrativo dell’azienda sanitaria presso cui lavorava, la contribuente era stata inquadrata in maniera errata, ricevendo compensi più elevati di quelli spettanti. L’errore è stato individuato nel 2025 e le somme indebitamente percepite sono state restituite, in parte tramite bonifico e in parte tramite trattenute. Nonostante la restituzione, la certificazione unica relativa al 2024 riportava l’intero importo corrisposto, facendo risultare il superamento della soglia degli 85.000 euro. Da qui il dubbio della contribuente: se tali somme dovessero essere comunque considerate nel calcolo dei compensi, con la conseguente uscita dal regime forfettario nel 2025.

Secondo la nuova interpretazione dell’Agenzia, quando i compensi sono stati percepiti per errore e successivamente restituiti, occorre fare riferimento a quelli effettivamente spettanti. Quanto alle imposte già versate, le Entrate precisano che il contribuente può recuperarle presentando una dichiarazione integrativa oppure un’istanza di rimborso all’ufficio competente, allegando la documentazione che dimostra la restituzione delle somme.

 

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