Nessun accertamento per le imprese in regola con gli ISAC

Nessun accertamento per le imprese in regola con gli ISAC

Le imprese in linea con i nuovi Indici sintetici di affidabilità contributiva (ISAC), in vigore dal 1° gennaio 2026, non saranno oggetto di accertamenti contributivi. La novità è prevista dal decreto interministeriale n. 15/2026 del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Economia, che introduce un sistema di indicatori – previsto dal programma PNRR – senza sanzioni e pensato per favorire la compliance e contrastare il lavoro sommerso. Le aziende che rientrano nella “fascia di normalità”, cioè senza scostamenti rispetto ai parametri, non saranno considerate prioritarie per le ispezioni. In questi casi le imprese vengono segnalate dall’Inps al Ministero del Lavoro e all’Ispettorato nazionale del lavoro ai fini dell’orientamento delle attività di vigilanza e non sono inserite tra i soggetti prioritari per gli accertamenti ispettivi, come ha precisato anche il direttore generale vicario dell’Istituto, Antonio Pone, a “Diciottominuti – Uno sguardo sull’attualità”. Nella fase iniziale gli ISAC riguardano due settori: commercio all’ingrosso alimentare e servizi alberghieri ed extra-alberghieri. Entro il 31 marzo l’Inps invierà ai datori di lavoro una prima comunicazione di compliance per verificare la coerenza tra attività economica e forza lavoro dichiarata. Il sistema incrocia diverse banche dati (ISA fiscali, denunce contributive Inps e comunicazioni obbligatorie sul lavoro dal 2019 al 2023). In caso di anomalie, l’Inps segnalerà lo scostamento alle imprese. Gli ISAC non si applicano inoltre ai datori di lavoro che hanno cessato l’attività entro il 1° gennaio 2026. È inoltre istituito presso il Ministero del Lavoro l’Osservatorio ISAC, con il compito di promuovere il rispetto degli obblighi contributivi e favorire l’emersione del lavoro irregolare.

 

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