Regime impatriati esteso per ulteriori 5 anni

Regime impatriati esteso per ulteriori 5 anni

I lavoratori che hanno trasferito la residenza fiscale in Italia nel periodo compreso tra il 30 aprile 2019 e il 2 luglio 2019 possono beneficiare dell’estensione del regime speciale per lavoratori impatriati per ulteriori cinque periodi d’imposta. Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 8/E dello scorso 23 febbraio che interviene sull’applicazione dell’articolo 16 del D.Lgs. n. 147/2015 alla luce delle modifiche introdotte dal Decreto Crescita e delle successive disposizioni normative. In particolare, l’Agenzia precisa che la possibilità di prolungare di un ulteriore quinquennio il regime agevolato non è subordinata all’emanazione del decreto ministeriale previsto in passato per l’attivazione del cosiddetto “Fondo Controesodo”, mai adottato e successivamente abrogato. Pertanto, anche i soggetti rientrati in Italia tra il 30 aprile e il 2 luglio 2019 – al pari di quelli trasferitisi dal 2020 – possono accedere all’estensione, nel rispetto dei requisiti previsti dalla norma. Resta fermo che l’ulteriore quinquennio decorre dal periodo d’imposta successivo alla conclusione del primo quinquennio agevolabile, che parte dall’anno di trasferimento della residenza fiscale in Italia. La risoluzione affronta anche il tema degli incentivi per il rientro di docenti e ricercatori residenti all’estero (articolo 44 del D.L. n. 78/2010). Viene confermata la possibilità di un allungamento progressivo del periodo agevolato – fino a 8, 11 o 13 anni – in presenza di determinati requisiti, come l’acquisto di un immobile residenziale o la presenza di figli minorenni o a carico. Un chiarimento importante riguarda proprio il requisito familiare: l’estensione può maturare anche se i figli nascono durante il periodo agevolato, consentendo così un progressivo ampliamento della durata del beneficio.

 

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