Inps: tutto quello che c’è da sapere sugli Isac

Ricevere una lettera dall’Inps per incongruenze sugli ISAC (Indici sintetici di affidabilità contributiva) non significa automaticamente che un accertamento è in arrivo. Lo ha spiegato ieri a Diciottominuti – uno sguardo sull’attualità, il Direttore generale vicario dell’Inps, Antonio Pone, che ha anche chiarito i criteri alla base dell’invio delle segnalazioni e come le aziende possono muoversi in caso ne ricevano una. I primi invii, circa 500 (12 mila entro marzo e 34 mila entro la fine dell’anno), dovrebbero partire già in febbraio, dopo la pubblicazione decreto ministeriale Lavoro-Economia attuativo del DL n. 160/2024, che individuerà, tra l’altro, i sei settori soggetti agli Isac oltre a quelli già individuati: commercio alimentare all’ingrosso e strutture ricettive alberghiere.
Pone ha chiarito che le lettere informeranno le aziende di un’incongruenza rilevata dall’Inps nell’incrocio tra i dati Isa e i flussi Uniemens. A quel punto i datori di lavoro potranno decidere di chiarire la situazione e attivarsi per la regolarizzazione spontanea, anche sfruttando il modello predisposto appositamente dall’Istituto, oppure di non rispondere affatto. Infine, il Direttore vicario ha spiegato che per quanto riguarda le novità previste dalla Legge di Bilancio per il conferimento del Tfr al Fondo di Tesoreria Inps per le aziende che hanno raggiunto i 60 dipendenti nel 2025, come mensilità pregresse sono da intendersi i mesi di gennaio e febbraio 2026 e non solo gennaio, come inizialmente indicato dalla circolare n.12/2026. Queste due mensilità potranno essere regolarizzate entro il prossimo 16 maggio.










