Patente a crediti: 5 punti in meno per lavoro “nero”

Cambiano le regole della patente a crediti in caso di lavoro “nero”. Per le violazioni in materia di lavoro sommerso, infatti, dal 1° gennaio scorso, vengono decurtati 5 crediti per ciascun lavoratore irregolare per il quale viene applicata la maxisanzione per lavoro “nero”, a prescindere dal numero di giornate di impiego irregolare. Lo rende noto l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) con la nota n. 609 del 22 gennaio scorso, con cui fornisce le prime indicazioni applicative sulle novità introdotte dal DL n. 159/2025, convertito dalla legge n. 198/2025, che interviene sull’art. 27 del Dlgs n. 81/2008 rafforzando il sistema di decurtazione dei crediti. Per gli illeciti commessi dal 2026 – precisa l’INL - la decurtazione scatterà già con la notifica del verbale di accertamento, “indipendentemente dall’eventuale adempimento alla diffida obbligatoria”. "Non sarà più necessario attendere l’adozione dell’ordinanza ingiunzione atteso che, ai soli fini della patente a crediti, i verbali ispettivi sono infatti considerati accertamenti definitivi", si legge nel documento. Resta, sostanzialmente invariata, invece, la previsione di un’ulteriore decurtazione di 1 punto per ogni lavoratore quando ricorrono le aggravanti legate, tra l’altro, all’impiego di stranieri privi di permesso, minori in età non lavorativa o beneficiari di misure di sostegno al reddito (ADI e SFL). L’Ispettorato chiarisce inoltre che, in presenza di più lavoratori “in nero”, la decurtazione si calcola sommando tutte le penalizzazioni previste per ogni singolo lavoratore, con l’eventuale applicazione delle aggravanti. Per le violazioni precedenti al 2026 - sottolinea l'Ispettorato - continuano ad applicarsi le regole previgenti.
Notizie correlate: IA e sicurezza sul lavoro: la nuova frontiera del CdL - Il Decreto Sicurezza è legge - Il decreto flussi 2025 è legge










