Sanzionato il datore che accede alla mail del lavoratore licenziato

Sanzionato il datore che accede alla mail del lavoratore licenziato

Sanzionato il datore di lavoro che ha continuato ad accedere alla mail aziendale di un lavoratore dopo il suo licenziamento. Il Garante per la Privacy ha inflitto una multa di 40mila euro a una società per la violazione della segretezza della corrispondenza elettronica dell'amministratore delegato, avvenuta a seguito della cessazione del rapporto di lavoro. A darne notizia l’Autorità nella newsletter di gennaio. Secondo il Garante, email, contatti e allegati rientrano nella nozione di corrispondenza tutelata dal diritto alla segretezza, principio riconosciuto anche dalla Costituzione a tutela della dignità personale. Nel caso esaminato, l’azienda aveva negato l’accesso alla casella di posta al lavoratore licenziato, mantenendola attiva e inoltrando i messaggi ricevuti a un altro account aziendale per circa due mesi, nonostante la richiesta di disattivazione presentata ai sensi del GDPR. Una condotta ritenuta illecita dall’Autorità che ha ordinato alla società di consentire al lavoratore l’accesso al proprio account aziendale di posta elettronica, disponendone la successiva cancellazione. Il Garante, nel definire l’ammontare della sanzione, ha tenuto conto della tipologia e della durata delle violazioni, il mancato riscontro all’istanza di esercizio dei diritti del lavoratore e l’assenza di precedenti violazioni della normativa privacy da parte della società.

 

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