Auto aziendali: l’extra costo resta imponibile

Il contributo aggiuntivo richiesto al dipendente per coprire l’“extra costo” dell’auto aziendale (ad esempio parte del canone di noleggio) non riduce il fringe benefit determinato con il criterio forfetario ACI: l’importo eccedente resta imponibile e va gestito come trattenuta sulla retribuzione variabile al netto. È quanto chiarisce l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 14/2026, in materia di veicoli concessi in uso promiscuo (art. 51, comma 4, lett. a), TUIR). Nel caso esaminato, l’istante rappresenta che il dipendente partecipa all’onere sostenuto dall’azienda mediante una “trattenuta auto mensile” che, in dodici mesi, è pari al 100% del valore convenzionale del fringe benefit calcolato secondo le tabelle ACI. Sul punto, l’Agenzia conferma che tale trattenuta può azzerare il valore imponibile del benefit, poiché la norma consente di tassare il valore forfetario al netto delle somme trattenute per l’uso personale calcolate su base ACI. Diverso l’esito per le ulteriori somme richieste a copertura del restante costo sostenuto dall’azienda: tali importi, contrariamente a quanto prospettato dalla società, non possono abbattere il fringe benefit e devono essere trattenuti dall’importo netto della retribuzione variabile, perché l’eccedenza concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente in base al principio di onnicomprensività (art. 51, comma 1, TUIR).
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