IA e lavoro: il richiamo del GPDP sul monitoraggio dello stress dei dipendenti

Nuovo avvertimento del Garante Privacy ad una start-up italiana che ha sviluppato un plug-in basato sull’intelligenza artificiale per analizzare il livello di stress piscologico dei lavoratori attraverso piattaforme di messaggistica aziendale. Dalle verifiche effettuate – si legge nel comunicato stampa pubblicato dall’Autorità lo scorso 28 maggio – è emerso che la società tratta i dati degli utenti del servizio come titolare del trattamento, mentre i datori di lavoro che acquistano il servizio non possono accedere né ai contenuti delle conversazioni né ai risultati individuali elaborati dal sistema. Tuttavia, considerata la particolare sensibilità delle informazioni trattate e la possibilità di generare report aggregati sul livello di stress dei dipendenti, l’Autorità ha richiamato la società ad adottare adeguate misure di tutela già in fase di progettazione del servizio. Secondo il Garante, occorre infatti evitare qualsiasi rischio che il datore di lavoro possa accedere, anche indirettamente, a informazioni riguardanti lo stato emotivo dei lavoratori. Si tratta di dati che la normativa in materia di privacy, lo Statuto dei lavoratori e il Regolamento europeo sull’Intelligenza artificiale non consentono di acquisire o trattare nei contesti lavorativi, vietando espressamente l’utilizzo di sistemi di IA finalizzati a dedurre o analizzare le emozioni delle persone sul luogo di lavoro.
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